LA BANCHINA – Didattica e riabilitazione a distanza: dall’oggi al futuro

di Edvige VeneselliGià Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile, Università di Genova e Direttore dell’UOC di Neuropsichiatria Infantile, Ist. G. Gaslini

 

La didattica e la riabilitazione a distanza esistono da tempo ma durante la pandemia da Covid hanno avuto un rapido sviluppo ed una sensibile diffusione per proseguire in sicurezza gli interventi in corso.
Queste esperienze e quelle effettuate da Il Porto dei piccoli ci hanno indotto a ripensare al loro ruolo in fase post-Covid.

Innanzitutto occorre premettere che accanto agli apprendimenti specifici, anche con le tecnologie didattiche (TD) dobbiamo stimolare lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, cioè la capacità di esprimere correttamente il proprio vissuto, riconoscere le proprie ed altrui emozioni, gestirle e indirizzarle in condotte funzionali, assumere condotte sociali adeguate e un atteggiamento empatico. Ciò richiede sia un’attenzione particolare alle modalità di interazione nel rapporto con il bambino per operare sulla sua consapevolezza e sull’autostima, sia un inserimento di interventi a piccolo gruppo per promuoverne le capacità di autocontrollo e di empatia, basilari per lo sviluppo delle abilità sociali, particolarmente coartate in questo periodo.

Le TD infatti ci hanno evidenziato un elemento comune, la limitazione dell’interazione sociale, correlata alla condizione di relativo isolamento, altro elemento che sottolinea l’importanza di promuovere i lavori in piccoli gruppi per superare le difficoltà contingenti, con le modalità telematiche tipiche delle videoriunioni (partecipazione attiva dei discenti, turnazione degli interventi dei partecipanti, richieste di chiarimenti, discussioni e condivisioni di opinioni e di esperienze, considerazioni conclusive condivise e quanto altro utile in questa prospettiva).
Le esperienze hanno dimostrato vari altri problemi, come la ridotta dimestichezza di alcuni operatori rispetto alle tecnologie, attualmente in miglioramento con l’uso, e come le possibili problematiche di alcuni genitori a seguire maggiormente i loro bimbi, specie se impegnati nello smartworking. Ciò richiede interventi mirati, di supporto e con flessibilità da parte degli operatori.
Metodologicamente, è risultato positivo alternare prestazioni sincrone in connessione audio-video e asincrone con invio di materiale e video, da utilizzare con il supporto di un care-giver, in tempi differenti. Sono altresì utili strumenti a sostegno dell’attenzione e della motivazione, come ad es. animazioni e cattura di immagini.
Numerosi siti sono stati creati per consigli su materiali ed ausili, oltre che per l’uso delle piattaforme e ad una vasta bibliografia informativa e formativa sul tema.

Nel futuro, che tutti speriamo possa essere vicino con la fine dell’esigenza socio-sanitaria, il ricorso alla tecnica a distanza avrà uno spazio soprattutto in due ambiti: in primis, dinanzi a difficoltà contingenti come ad esempio una prolungata indisponibilità del bambino stesso per malattia o altro; in generale, come integrazione alla didattica e alla riabilitazione convenzionale, per lo sviluppo di specifiche competenze, ad esempio con laboratori dedicati, per la crescita del bambino anche rispetto a tecnologie sempre più in uso nella società.

Per realtà come Il Porto dei piccoli, attiva con il bambino fragile e con la sua famiglia, in periodi di difficoltà le TD permetteranno ancora di godere da remoto delle attenzioni, dei giochi e degli affetti precedentemente fruiti in diretta, e di mantenere lo spazio per il proprio benessere, con la gioia ed i sentimenti di solidarietà in ciò insiti.

In prospettiva, la crescita di interventi a piccoli gruppi, onerosi da organizzare per la necessità di coordinamenti e di interazioni mirate, ma particolarmente opportuni, ridurranno il relativo isolamento correlato alla condizione di disabilità a favore dell’integrazione e della solidarietà condivisa.