LA BANCHINA – Il Porto dei piccoli, per me

di Giuseppe D’Annunzio
Dirigente medico IAS Diabetologia Pediatrica, Ist. G. Gaslini

«Ho conosciuto diversi anni orsono l’attività del Porto dei piccoli presso la Clinica Pediatrica dell’Ospedale Gaslini.
Vedevo giovani entusiasti intrattenere i bambini nelle situazioni più disparate, anche nei corridoi e nelle sale d’attesa del Day Hospital, sorridenti, allegri, cordiali, propositivi. Ma in fondo, nulla più.

Poi un anno sono stato invitato nel meraviglioso Palazzo San Giorgio in occasione degli auguri natalizi, per fornire la mia testimonianza che, senza alcun accordo preliminare, era assolutamente in sintonia con le tante altre fornite da pediatri di altri Reparti che esprimevano sincera riconoscenza per l’attività svolta, tutte concordi nell’apprezzamento commosso e grato del sostegno fornito ai nostri bambini.

Nel 2018 mi è stato proposto di fare parte del Comitato Consultivo Scientifico, e ne sono stato onorato e orgoglioso. Ho avuto pertanto occasione di entrare nella sede di Via Fieschi, e sono rimato colpito non solo dalla gentilezza e operosità dei presenti, ma dalla mole infinita di materiale didattico e ricreativo stipato nelle stanze e pronto per essere utilizzato con i bambini.

Tre concetti sono in me associati al Porto dei piccoli: entusiasmo, energia, empatia.

Ogni persona che vi opera cerca di dare il meglio di sé, a cominciare dalla vulcanica Gloria, sempre infaticabile promotrice di idee e iniziative, dal carissimo Dottor Perfumo, che già conoscevo e mi aveva accolto favorevolmente quando arrivato al Gaslini facevo le prime consulenze nel Reparto di Nefrologia da lui allora diretto, e a tutti i partecipanti con cui ci si sente amici perché si avverte la comunione di intenti.

Ogni incontro è sempre una fucina di idee, proposte, progetti, ciascuno diverso e innovativo, non tutti ovviamente realizzabili, ma comunque finalizzati a fare sentire la affettuosa presenza non solo la degenza in Ospedale, ma anche a domicilio.

E la presenza a domicilio delle persone amiche è un aspetto fondamentale per le patologie croniche, che negli ultimi decenni sono progressivamente aumentate anche nel bambino e nell’adolescente.

L’ospedale dove si è seguiti e conosciuti è un ambiente sì diverso dalla propria casa, ma per molti aspetti protettivo e rassicurante. E’ nella vita quotidiana, nella presa in carico di una patologia che è molto spesso inevitabile sentirsi non necessariamente abbandonati, ma talvolta più soli, con un carico di responsabilità e di problemi molto spesso pesanti e difficili. In tale contesto, sapere che viene qualcuno in grado di intrattenere e fare sorridere un bambino, anche da remoto, è un motivo di sollievo per i piccoli e una sollecitazione a non scoraggiarsi per i grandi.

L’anno in corso è stato difficile per tutti, e ha inevitabilmente ostacolato gli incontri e la frequenza dei contatti, di cui avvertiamo la necessità per guardarci nel viso arrivando trafelati in via Fieschi.

Abbiamo altresì unanimemente constatato come la voglia di fare e di non risparmiare energie e impegno sia sempre viva e determinata a superare gli ostacoli pesanti che la situazione contingente frappone.
Confidiamo in un futuro migliore, come ci diciamo da tempo, rimaniamo uniti e fiduciosi.

Anche se stiamo navigando in un mare agitato, continuiamo a fare squadra e non perderemo la rotta per approdare al nostro Porto dei piccoli.

Mettiamocela tutta, del resto dicono che un mare calmo non ha mai prodotto un marinaio esperto!»