LA BANCHINA – Ozio e creatività

Salvina Adamo

 

Ciao a tutti, mi chiamo Salvina e faccio la moglie, la mamma e la tagesmutter. Mentre, i primi due ruoli sono chiari e, non credo richiedano ulteriori spiegazioni forse, non tutti sanno chi è la tagesmutter.

La tagesmutter è una persona adeguatamente formata che accoglie in casa propria un massimo di cinque bambini in contemporanea. Tutte le socie sono iscritte ad un Albo Professionale Ministeriale che prevede una formazione continuativa ed obbligatoria. Ogni tagesmutter possiede, inoltre, un certificato di Qualità rilasciato dalla cooperativa di appartenenza che ne garantisce la professionalità e riconoscibilità a livello Nazionale, lavora assieme con la nostra Cooperativa che ne garantisce la supervisione ed il controllo.
Tutte le Cooperative presenti sul territorio italiano (Trentino, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria …) fanno capo ad un Ente Gestore Nazionale, l’Associazione Professionale Tagesmutter Domus che ha funzioni di rappresentanza politico – istituzionale e di consulenza. Il modello Tagesmutter è nato dall’esperienza trentina e costituisce un’organizzazione educativa del tutto innovativa con la creazione di “nidi familiari”.

Tagesmutter significa soprattutto, connessione profonda con i bambini (e con l’intera famiglia) che saranno accolti in un ambiente pensato con cura amorevole, in un tempo e in uno spazio che si fa educante e in cui ogni bambino può dare voce ai suoi intimi bisogni perché, certi di trovare un orecchio attento e sensibile. Tutto questo avviene principalmente attraverso il gioco libero (ma non per questo non pensato con cura) e la creatività, privilegiando una comunicazione empatica che favorisce il rispetto reciproco, lo sviluppo dell’autonomia e la fiducia in se stessi e negli altri.
Ogni tagesmutter ha inoltre, la fortuna di mettere in campo i propri talenti e poterli condividere con i piccoli ospiti. A me, ad esempio, piace moltissimo “mettere le mani in pasta” e poter sperimentare, creare, pacciugare utilizzando la fantasia come guida per le nostre giornate.
In questo momento di emergenza le attività creative che ci hanno fatto compagnia, non sono state semplicemente e solamente un antidoto alla noia ma, piuttosto un grande balsamo emotivo e psicologico.
Tantissime persone e famiglie in queste ore stanno vivendo momenti drammaticamente dolorosi. Tante altre, trascorrono le giornate all’insegna della preoccupazione, con alti livelli di stress. Sono tante le mamme (ma anche i papà) che sono esasperate per il lavoro, preoccupate per il futuro ed esauste per il carico di impegno psicofisico. I bambini e le bambine a volte, manifestano il disagio in modo più sottile, mentre spesso in maniera più chiara e forte: più lagne, umore altalenante, stanchezza e apatia.
E la nostra amica arte può essere una grande cura, un’amica amorevole che ci accompagna con delicatezza a sintonizzarci con il nostro mondo emotivo e psicologico. Per noi adulti, dedicare un po’ di tempo a questa esperienza diventa un’importante occasione per prenderci cura di noi e dei nostri figli, recuperare stabilità emotiva, ristrutturare il dolore, canalizzare la sofferenza e riflettere sui propri sentimenti e pensieri.
Tutte le attività e manifestazioni artistiche in questi giorni di “tempo vuoto” hanno finalmente ri-trovato la loro giusta collocazione. Prima del Covid 19, l’arte è stata spesso, tristemente snobbata come se fosse una materia inutile o comunque di serie B.
Adesso, entra prepotentemente e con fierezza nelle case di tante famiglie!
Ma ripeto, utilizzare le attività creative solamente per riempire queste giornate casalinghe è deprivare un eccezionale strumento della sua meravigliosa grandezza.
L’arte va al di là del fare. L’arte è fondamentalmente essere e mettersi in dialogo: con se stessi in primis e, poi con gli altri. Come il vero dialogo nasce dal silenzio, potrei dire che la creatività raggiunge i suoi massimi livelli se ci si affida e si ascoltano i consigli di quello spazio vuoto, punteggiato di noia e di non-azione.
Dopo una prima settimana in cui sbigottimento, smarrimento, risate, lacrime, litigi e scoppi di temporali emotivi, hanno caratterizzato le nostre giornate i bambini e, noi adulti abbiamo iniziato a RALLENTARE…
La magia del tempo lento ci ha insegnato a STARE, a non aver paura del silenzio che spesso ci costringe a guardarci allo specchio, ad ascoltar-ci e a connetterci. Spesso rifuggiamo la noia perché ad essa si associa un senso di solitudine e quindi di paura. Ma se superiamo questo primo momento di confusione scopriremo che il tempo lento e libero è un grande insegnante. Giacomo Leopardi definisce la noia “il più sublime dei sentimenti” forse perché, l’ozio ci insegna a stare con le proprie emozioni, con le nostre parti in ombra, a ricordare e, a dialogare con il temuto silenzio. Proprio lì, invece potremo scoprire desideri, talenti e verità tenute nascoste dalla frenesia e dal tanto fare.
In questo tempo nuovo i bambini potranno iniziare gradualmente a inventare e ad utilizzare la mente in maniera veramente creativa.
Il bambino, di fatto non ha bisogno di essere continuamente intrattenuto con attività, con giochi strutturati e parole direttive. Se diamo fiducia ai bambini, questo spazio e tempo libero saranno la base in cui far fiorire il loro pensiero creativo, in cui porsi nuove domande e potenziare il loro alfabeto emotivo. Durante il gioco libero i bambini/e sperimentano maggiore autonomia, vivono occasioni in cui devono imparare a gestire le frustrazioni, a elaborare forti emozioni, a sviluppare efficaci modalità comunicative e relazionali.
L’esperienza creativa ci spinge infatti, alla curiosità, ad uscire dalla nostra zona di confort, ad allenare la pazienza e a potenziare l’empatia.
Dunque, la noia sarà un’importante alleata per trovare nuove strategie, nuove opportunità, in cui gettare sguardi altri ma soprattutto, dove costruire uno spazio in cui porre una domanda importantissima che, spesso durante il tempo strutturato non riesce ad emergere: che cosa amo fare? Questa connessione con il piacere apre le porte alla bellezza, ai desideri e quindi al talento: in questo “flusso” si raggiungono le più grandi performance!
Quindi, offriamo con fiducia e senza paura momenti di noia ai bambini, come occasione di crescita, di connessione profonda e quindi autonomia e felicità.

 

“La creatività è un’intelligenza che si diverte!”
Albert Einstein